Contanti : SI! il limite elevato a 3.000 euro

A partire dal 1° gennaio 2016 sarà

legittimo eseguire pagamenti in

contanti al di sotto del limite

dei 3.000 euro.

 Di sotto un breve sommario di che cosa cambia , ma ciò che più è interessante a nostro avviso è il messaggio che il governo vuole far passare:

  Invertire la tendenza di questi ultimi anni nel considerare evasore chiunque movimenti denaro contante e quindi : riprendete i consumi !!!!!

E’ una lettura personale ma che rispecchia molte voci economiche e politiche che si sono pronunciate su questo tema.

  Resta fissato a 1.000 euro, invece, il limite per la Pubblica Amministrazione.

 È l’effetto della modifica apportata all’art. 49 del dlgs 231/07 dal comma 511 della legge di Stabilità che è stata approvata , in via definitiva, dal Senato dopo il disco verde al voto di fiducia apposto dal governo.

Gli assegni bancari e postali, di contro, resteranno, trasferibili solo al di sotto dei 1.000 euro.

 Il nuovo limite dei 3.000.
A partire dal 1° gennaio, dunque, torneranno legittimi i pagamenti in contanti di fatture, i
finanziamenti soci e le distribuzioni degli utili fra società e soci per importi unitari al di sotto dei 3.000 euro.

 Ovviamente anche le singole rateizzazioni potranno essere effettuate entro detta soglia.
Sarà quindi, ad esempio, possibile pagare una fattura (Iva compresa) ad esempio di 7.320 euro (6.000 euro + Iva) in tre rate cadauna di euro 2.440.

Da ciò deriva che le sanzioni previste dall’art. 58 (in particolare quelle del comma 1, pari ad un importo, per il trasgressore, dall’1 al 40%, salvo oblazione e per le mancate comunicazioni dal 3 al 30%, con minimo di 3.000 euro) saranno applicabili solo in relazione ai nuovi importi.

 Va segnalato che in relazione alla natura amministrativa delle sanzioni non sono previsti sconti per le violazioni anteriori al 1° gennaio 2016.

Il limite dei 3.000 euro varrà anche per le locazioni e trasporto merci.
Per espressa previsione normativa il nuovo limite dei 3.000 euro si applicherà anche in relazione ai canoni di locazione di unità abitative (ex art. 1, comma 50, legge 27/12/2013 n. 147) ed ai pagamenti dei corrispettivi per le prestazioni rese in adempimento dei contratti di trasporto di merci
su strada (ex art. art. 32-bis del dl 133/2014 conv. con l. 11 novembre 2014 n. 164/2014). Sale
inoltre da 2.500 a 3 mila euro il limite per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai «cambiavalute» (soggetti iscritti nella sezione prevista dall’art. 17-bis del dlgs 13 agosto 2010 n. 141).

FONTE Italiaoggi

Banca Marche : fiducia e consulenza

Era nell’ aria da tempo , ma ora ne abbiamo certezza: le azioni di Banca Marche valgono zero!

Quasi tutti oggi sappiamo che senza questa operazione , parte integrante del salvataggio messo in atto dal sistema bancario, Banca Marche sarebbe fallita. E’ proprio questo il punto : oggi tutti sappiamo , ma ieri?

Quando agli sportelli venivano proposte le azioni dell’ istituto di credito , c’ era consapevolezza di questo rischio? E sopratutto , chi acquistava ne era realmente a conoscenza?

Un rapporto professionale si basa sopratutto sulla fiducia e sul fatto che il professionista davanti a me sia realmente un consulente che in maniera trasparente mi prospetta una possibilità di invenstimento , analizzando il mio profilo di rischio e  la mia capacità di spesa.

Ivass e Consob emanano ogni anno aggiornamenti sul concetto di “profilazione del cliente” e su ” propensione al rischio”, ovvero la conoscenza delle reali capacità di spesa , della situazione finanziaria/ patrimoniale di ogni “investitore” e la sua propensione a correre un rischio nel suo investimento.

Questi strumenti servono al consulente a proporre una situazione di investimento o un prodotto adeguato alla persona che ho difronte , rendendola anche consapevole dei rischi connessi a tale investimento.

 Ci domandiamo , le azioni Banca delle Marche vendute nell’ ultimo periodo, precedente alla notorietà delle informazioni pubbliche sul dissesto dell’ istituto , sono state vendute in maniera corretta? Come mai molti risparmiatori , che oggi hanno visto azzerare il loro investimento azionario si mostrano sorpresi ?

 Da assicuratori, il nostro compito è proteggere , per cui siamo inclini alla proposizione di prodotti a BASSO RISCHIO , che rispondono , solitamente , al profilo del piccolo risparmiatore, quello stesso risparmiatore che oggi si dichiara sorpreso di aver perso il suo investimento.

FIDUCIA E CONSULENZA , non sono due parole banali , sono i pilastri della professionalità degli intermediari assicurativi sul mercato.

Capitali impignorabili e insequestrabili: con le polizze vita si può!!!

Riportiamo un interessante

articolo a firma di Ennio

Montagnani dal quotidiano

Il Giornale.

“Ecco le polizze da sottoscrivere a favore di un beneficiario escludendo l’asse ereditario o i rischi fallimentari.

 Come riuscire ad accantonare un capitale per una persona cara al di fuori dell’asse ereditario? Come evitare che in caso del fallimento della propria azienda tutto il patrimonio personale finisca eroso dai creditori?

 Possono essere utilizzate le polizze vita che sono impignorabili e insequestrabili

 .Ai sensi dell’articolo 1923 del codice civile, le somme corrisposte dalla compagnia al contraente (cioè colui che versa il premio) o al beneficiario non sono soggette ad azione esecutiva o cautelare. Ciò significa che, anche in caso di fallimento del contraente o del beneficiario, tali somme non vengono ripartite tra i creditori.

Inoltre, i capitali assicurati non entrano nell’asse ereditario.

 Ai sensi dell’articolo 1920 del codice civile il beneficiario (che può essere al 100% anche una persona al di fuori dell’asse ereditario) acquista, per effetto della designazione, un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione, per cui le somme corrisposte a seguito del decesso dell’assicurato non rientrano nell’asse ereditario e non sono soggette a imposta di successione.

Ne deriva che l’assicurato versa il premio alla compagnia in un’unica soluzione (per esempio 100mila euro) o in più soluzioni (per esempio 500 euro al mese) e, dopo l’«evento decesso» o alla scadenza del contratto, lui (nel caso sia il beneficiario) o i beneficiari terzi incassano il capitale maturato: la legge prevede che tali somme non potranno essere sottoposte a pignoramenti, escludendo qualsiasi creditore.

Tuttavia, le polizze vita hanno visto il proliferare anche di forme di abuso per«segregare» il patrimonio, magari subito prima del fallimento di un’impresa o proprio con lo scopo di recare danno ai futuri (e magari certi) creditori. Non a caso, diverse sentenze negli ultimi anni, hanno stabilito che alcune polizze vita di tipo index linked (con sottostanti obbligazioni collegate ai mercati finanziari) e di tipo unit linked (che investono in fondi comuni, etf e titoli) non avessero i requisiti tipici di tutela/previdenza delle polizze vita classiche e non potessero beneficiare dello status di insequestrabilità e impignorabilità.

Pertanto per stabilire se la polizza vita possa perdere questo status è necessario esaminare le tempistiche della polizza e verificare se esse siano dubbie (per esempio perché la sottoscrizione è stata fatta subito prima rispetto a un debito che si sapeva di fare subito dopo).

Inoltre occorre appurare se si tratta di una polizza con natura previdenziale oppure se sia caratterizzata da un profilo prevalente di natura finanziaria che cataloga il contratto come risparmio/investimento e non come tutela/previdenza.”

 

La pensione di scorta: LA VIDEO GUIDA !!!

Oramai è un dato di fatto: la pensione pubblica, soprattutto per i piu’ giovani, sarà pari, nel migliore dei casi, ad un 50 % dell’ultimo reddito da lavoro.  Alla luce di cio’ occorre muoversi in tempo per colmare tale differenza. (il cosidetto GAP PREVIDENZIALE).

La COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione)  ha pubblicato questa video guida che illustra brevemente ed in maniera molto semplice, in cosa consiste la PREVIDENZA COMPLEMENTARE.

Naturalmente in nostro staff è a vostra disposizione per approfondire i vari aspetti dell’argomento in questione.

COSA ASPETTATE ???  Contattateci o venite a trovarci presso i nostri uffici.  Tutti i riferimenti li trovate nel nostro sito.

Buona Visione!!!

Addio anche al Contrassegno! Che cosa cambia ?

Auto 2.0

Grazie all’ avvento di nuove tecnologie e per combattere le frodi il 15 ottobre scomparirà il contrassegno da esporre sul parabrezza dell’ auto .

Cambia il modo di verificare la copertura assicurativa, ora tutto passerà tramite i lettori di targa e i database unificati Cambia il modo di verificare la copertura assicurativa, ora tutto passerà tramite i lettori di targa e i database unificati.

Ecco un semplice vademecum

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